giovedì 28 ottobre 2010

Una cena di dicembre


Da un po' di tempo mi rimbalza in testa un’idea a dir poco bislacca, ma che, ne sono certo, incontrerà i favori di alcuni di voi, così come certamente i dissensi di altri.
Ad ogni modo, continuate a leggere e mi direte.

giovedì 14 ottobre 2010

Sarah

Chiunque abbia un briciolo di coscienza, ritengo l’avrà sentita certamente urlare dal fondo del proprio cuore, o dello stomaco, dovunque essa risieda, nell’apprendere le tremende notizie che flagellano in queste ore il nostro paese. Tra tutte, però, quella che più mi ha più colpito per il modo in cui è stata -e viene tuttora- trattata, è la vicenda della povera Sarah, dove, in luogo di un più opportuno e decoroso silenzio, si susseguono, invece, su internet, catene di vergognosi “mi piace” (!!!) made in facebook a commento delle oscene banalità che vengono postate sull’argomento, o, peggio ancora, veri e propri riti orgiastici di quei 4 porci che intasano la nostra tv. Per carità, non scopro certo adesso i vari Vespa, D’urso, Fede, Graziadei, Vinci, D’Eusanio, Setta… etc.,che sull’onda della mediocrità che li ha generati e pasciuti, portano avanti, beati, il vessillo di quella spazzatura che passa sotto il nome di “tv del dolore”, ma che, di fatto, rappresenta la tomba dell’informazione e la standardizzazione delle menti. In pratica, oggi, tutti gli spettatori, indiscriminatamente, vengono trattati dalla tv al pari di quei 4 lobotomizzati ignoranti che pascolano davanti ai grugniti della De Filippi, ma questo è noto. Ciò che non lo è, invece, è assistere al vertiginoso tracollo di trasmissioni come “Chi l’ha visto”, nate al sol fine di offrire un servizio ai cittadini, anch’esse uniformate al modello del putridume di cui sopra. Ieri sera, ad esempio, m’è parso di scorgere addirittura un tentativo di riappropriarsi dello scoop fatto la settimana prima, quando, in diretta sulle stesse frequenze, la Sciarelli smetteva i panni della giornalista per diventare parte integrante dello show notizia (ahinoi tragico) della scomparsa della ragazzina. Così, sul modello di Matrix, o, se volete, delle esterne di Uomini e Donne, ecco descritte le tappe ormai note dell’orribile vicenda, scandite col tono di chi recita un lugubre quanto smielato epitaffio. Proprio non me lo aspettavo. Sono disgustato!

mercoledì 13 ottobre 2010

Lontano a tal punto


Ottobre è cominciato già da un po', ma solo adesso che piove a bestia da qualche giorno, ininterrottamente, inizi a renderti conto di quanto l’estate sia lontana, a tal punto che ricominci a pensare a cosa farai nelle prossime vacanze. Scopri, stupito, che la vita a tua insaputa ha ripreso a macinare rumorosa e che ti stai perdendo un bel po' di giri stavolta, anche se non per colpa tua, o forse si, ma non ti va più neanche di assecondare questo onnipresente senso di colpa, che, invece, – ecco - sarebbe meglio restasse lui un po' al palo ogni tanto.
Anche il silenzio s’è fatto di colpo più greve, sporco e polveroso da sfregarti contro l’orecchio, pesante, giusto un attimo prima che lo cominci a fare il vento gelido, che per adesso si sta ancora facendo due giretti di “riscaldamento” prima di arrivare per strada e buonanotte ai “sognatori”.
Nel turbinio dei tuoi pensieri nebulosi, però, riesci anche a non star solo. Basta solo uscire per strada un attimo ed iniziarsi a muovere,  provando ad arabbattarsi in qualche modo, su e giù, con la macchina o a piedi per 5 km, sotto l’acqua con la borsa e la cravatta, ma contento, perché, per una volta,  sei tu che decidi di farti sparare in pieno petto quelle che ieri avresti chiamato rogne, ma che adesso chiami Impegni con la maiuscola, (perché di questo si tratta), anche se ciò significa dovervicisi  asservire, considerando re, ciò che ieri snobbavi come fosse un rinnegato
Allora va bene tutto, va bene ottobre, va bene doversi rimboccare le maniche, sudare, deprimersi e buttar già bocconi senza nemmeno sapere che sapore hanno, seppur certe cose non puoi far finta che ci siano. Prima tra tutte… anche se, forse forse, riflettendoci come sempre in solitudine, riuscirò pure a ricordarmi che suono avevano certe voci, quand’era naturale sentirsi e vedersi.

sabato 9 ottobre 2010