Ottobre è cominciato già da un po', ma solo adesso che piove a bestia da qualche giorno, ininterrottamente, inizi a renderti conto di quanto l’estate sia lontana, a tal punto che ricominci a pensare a cosa farai nelle prossime vacanze. Scopri, stupito, che la vita a tua insaputa ha ripreso a macinare rumorosa e che ti stai perdendo un bel po' di giri stavolta, anche se non per colpa tua, o forse si, ma non ti va più neanche di assecondare questo onnipresente senso di colpa, che, invece, – ecco - sarebbe meglio restasse lui un po' al palo ogni tanto.
Anche il silenzio s’è fatto di colpo più greve, sporco e polveroso da sfregarti contro l’orecchio, pesante, giusto un attimo prima che lo cominci a fare il vento gelido, che per adesso si sta ancora facendo due giretti di “riscaldamento” prima di arrivare per strada e buonanotte ai “sognatori”.
Nel turbinio dei tuoi pensieri nebulosi, però, riesci anche a non star solo. Basta solo uscire per strada un attimo ed iniziarsi a muovere, provando ad arabbattarsi in qualche modo, su e giù, con la macchina o a piedi per 5 km, sotto l’acqua con la borsa e la cravatta, ma contento, perché, per una volta, sei tu che decidi di farti sparare in pieno petto quelle che ieri avresti chiamato rogne, ma che adesso chiami Impegni con la maiuscola, (perché di questo si tratta), anche se ciò significa dovervicisi asservire, considerando re, ciò che ieri snobbavi come fosse un rinnegato
Allora va bene tutto, va bene ottobre, va bene doversi rimboccare le maniche, sudare, deprimersi e buttar già bocconi senza nemmeno sapere che sapore hanno, seppur certe cose non puoi far finta che ci siano. Prima tra tutte… anche se, forse forse, riflettendoci come sempre in solitudine, riuscirò pure a ricordarmi che suono avevano certe voci, quand’era naturale sentirsi e vedersi.