giovedì 1 febbraio 2007

Living is easy with eyes closed

Qui, sono raccolte tutte le indimenticabili recensioni che hanno fatto di me il vostro adorabile e mordace critico musicale di quartiere. Keep on mooving!

Inauguro questo nuovo piccolo spazio del nostro Blog ("l'ennesimo!" immagino direte), dedicato alle recensioni musicali, per parlarvi proprio del concerto visto ieri sera. - Bed&Break Funk + Marjas - In vero, l'idea era di sentire Roy Paci, special guest del 1°appuntamneteo del progetto "L'acqua in testa"ma, come preannunciato dal titolo azzeccatissimo, in breve è venuto giù l'impossibile, con conseguente sospensione di tutto. Anyway, i B&B Funk hanno piacevolmente colpito gli infreddoliti presenti con un funk/elettro hip hop d'abbasc a'kas (i nostri sono di quà vicino) che ha smosso chiunque, specialmente su pezzi come "Summertime" o "B&B the Funk". Ssu tutti, però, va evidenziata tale Marjas:donnino dai lunghi dred e con un vocione da paura (elastico, con un timbro impressionante).Sta signorina ha condito ogni fraseggio con raffiche raegghe anglo/tarantine letteralmente da impazzire.6 e 1/2

Questa settimana mi sono concentrato nell'ascolto di: -All That We Needed- opera prima e , ahimè nn unica dei Plain White T's, per intenderci quelli di: Hey There Delilah, tormentone radiofonico strappalacrime sulle cui note, quest'anno, frotte di tredicenni limoneranno felici. In realtà, tolto questo bel singoletto davvero nn c'è altro da commentare, dal momento che il resto del disco (che giustappunto precede la traccia di cui parlavo) è una snervante sequenza di canzuncelle di finto poprock agitato che, volendo proprio esagerare, scalderà gli animi di 4 tredicenni brufolosi con le ascelle purificate, che potranno, così, pogare in alegria. Per essere ancora più chiari sti cosi (Plain White T's) stanno ai brufoloidi americani come i Finley (altri soggettoni) stanno ai pische italiani. Insomma, letteralmente una cagata.2 +

Forse mi sono montato la testa, ma stavolta proverò a recensire un vero capolavoro assoluto, qual'è Wish dei Cure. I fan si dividono tra chi vede in questo disco l'inizio del tramonto, e tra chi, invece, ne apprezza la coerenza. Da bravo scuro mi pongo nel mezzo e vi dico che:...come Disintegration nn ce n'è!Scuole di pensiero a parte, vi ricordo che parliamo di 12 tracce praticamente perfette, tra le quali meraviglie come To Wish Impossible Things, Trust, Friday I'm In Love, Apart e Higt riescono a far dimenticare svarioni come ad esempio l'orrenda Wendy Time. Lo spazio sta terminando, ma come faccio a nn dirvi che Open vi fa interrompere qualunque cosa stiate facendo come una vera seduta di ipnosi, oppure dei violini strazianti di To Wish... ?Come faccio?Forse così. 8

Sull'onda di un becero sceneggiato RAI sulla vita di Rino Gaetano, andato in onda nei gg scorsi, mi appresto a recensire un suo disco - Ingresso Libero-, opera prima del cauntautore calbrese scomparso, all'età di 31 anni, in un incidente d'auto. In verità, dei 9 pezzi che compongono l'album, solo 4 vi lasciano qualcosa: Tu, forse non esenzialmente tu; Ad esempio a me piace il sud; E la vecchia salta con l'asta; Agapito Malteni il ferroviere. Per il resto, parliamo di un'opera acerba e francamente noiosa, sebbene traspaia da essa l'enorme talento che, di li a poco, sarebbe esploso con Mio fratello è figlio unico. Questo, poteva dirlveo chiunque. Io, invece, non vi nascondo che a me Gaetano m'ha sempre fatto cagare. Solo che, adesso, complice l'essere quasi coetaneo dello sfortunanto cantautore, imparo a riconoscerne l'attualità sorprendente, a capirlo ed infine ad apprezzarlo. Perciò, quindi, non datemi del leccaculo piagnone se gli do 6 e 1/2. Infondo, il cielo resta sempre più blu.

Today is gonna be the day ... che recensisco uno dei pochi capolavori degli ultimi 15 anni. Mi riferisco (come i più maliziosi di voi avranno forse già capito) al mitologico - (What's the Story) Morning Glory? -. Ora, nn è che stamattina nn c'avevo proprio altro da fare che parlavi di un disco di 13 anni fa, ma ieri, complice un pò di scoramento me lo sono nostalgicamente sparato in cuffia , interrogandomi aul perchè nn ci avessi ancora speso su 2 paroline? What's the story, probabilmente troverete scritto altrove, è "il monumento del brit pop". A me piace, invece, definirlo un sogno della ragione che ha generato un mostriciattolo se paragonato alle opere dei Fab4, com'era nelle intenzioni, ma originale nella sua essenza. In altre parole, questo disco è cazzuto e certamente è da possedere nella propria collezione. Su 12 tracce, ne ritengo meritevoli di considerazione di certo 8, tolta Wonderwall che resta un capolavoro a sè, visto che potremmo definirla realmente un monumento a ricordo di quegli anni. Personalmente di What's teh story resto nostalgicamente - apputo - legato a "Champagne Supernova" colonna sonora di fantastiche nottate estive sulla spiaggia, con i soliti 4 amici e uno spinello, dove non mancava occasione che qualcuno, imbracciata la chitarra, inziasse ubriaco a canticchiare ...How many special people change? How many lives are living strange? ... 8 +.

Tempo fa, quando Sandra mi chiese di recensire l'ultima fatica dei Marlene Kuntz - Uno - storsi il naso, ipotizzando già il mattonazzo che mi sarei dovuto sorbire per farla contenta. Ciò malgrado, raccolsi la sfida convinto che sarei riuscito a persuadermi, malgrado non vedessi di buon occhio il disco (come, in verità, anche gli altri pubblicati dal gruppo cuneese) a cominciare dal titolo, facile a coglionamenti del tipo: uno... squallore, uno... spappolamento di coglioni, etc. Con mio incredulo stupore, invece, "Uno"mi ha sorpreso ed in parte divertito. Continuo cmq a pensare fermamente che Godano, oltre ad uno psichiatra, dovrebbe frequenatare editori anzichè discografici, visto che a parer mio rappresenta una delle migliori penne del ns. tempo, ma, per carità, dovrebbe tenersi anni luce lontano dal microfono. E' uno strazio assurdo, come d'altronde lo è il resto gruppo capace di partorire banalità armoniche pazzesche. Ciò nonostante, "Uno" presenta anche spiragli e respiri, insomma una certa "apertura", da potersi a tratti meritare anche l'aggettivo di "solare". Canto, Abbracciami, Canzone sensuale e Stato d'animo sono i brani perfino sopravvissuti sul mio Ipod, dopo il repulist generale che è seguito all'ascolto del disco. Musa, Canzone ecologica (con i suoi archi azzeccatissimi, per una volta, con la voce di Godano) e Sapore di miele, addirittura, mi sono piaciute così tanto da riascoltarle e canticchiarle ancora e ancoraaaaa... Da assumere con moderazione. 7 –.

Da un pò di tempo mi chiedo qual è il motivo che mi fa ancora sopportare il disco di Malika Ayane in auto, se mettiamo da parte la compassione che nutro per una Tizia a cui viene sistematicamente viene storpiato il nome. Con buona pace, però, alla fine, riesco anche ad ammettere che, forse forse, l’omonimo disco della cantante dal cognome algero/francese un pò mi piaciucchia. D’altronde, non posso dire il contrario se penso a Someday, Sospesa (mooolto meglio della versione inglese da spot, Soul waver), Feeling better (n’artro spot), Il giardino dei salici (arieccoci!) e Over the rainbow, la quale, peraltro, sebbene sputtanatissima e rifatta da praticamente chiunque, compresi gli operai di difronte casa dell’anno scorso, acquista nella sua interpretazione un’appiccicosa magia, specie nei crescendo. Menzione a parte meritano le due perle dell’abum, che, a mio personalissimo gusto, sono: Perfetta e Time thief, che, in pratica, valgono, da sole, l’intero prezzo del disco! Purtroppo, però, arrivano pure le note dolenti e, credetemi, me ne dispiaccio parecchio, visto che, ai suoi primi 1.000 ascolti, il pezzo mi era pure piaciuto; parlo di Come Foglie. In pratica un frullato di Estate dei Negramaro (brano appunto firmato da Giuliano Megaloman Sangiorgi), con gli stessi accordi, la stessa tonalità e pure qualche frase uguale. Bella, bellissima, ma, come era stato già  per Giusina l’anno scorso, ha proprio rotto i coglioni! Ne riparleremo più in là. Velo pietossissimo, invece, su Fandango, dell’immenso Maestro e Collega Paolo Conte, che, però, ha regalato alla Ayane la sua canzone più brutta in assoluto, resa ancora peggiore da lei !!! 7 meno. 

1 commenti:

il Dirrutto ha detto...

Nuova recensione: Malika Ayane - (omonimo)